L’inizio…

Il primo incontro per il modulo PON “I patriarchi raccontano” è stato il 15/11/18 con il poeta, paesologo, scrittore e giornalista Franco Arminio, nato il 19 febbraio del 1960 a Bisaccia. Durante l’evento ci ha letto e spiegato alcune delle sue poesie. Nel pomeriggio con l’esperta Irene Valenti e la tutor Mariella Ruggeri abbiamo parlato dell’importanza del paesaggio leggendo anche alcune sue poesie.  Il poeta ci ha portato un pane speciale fatto con farine di grani antichi del suo paese, che gli era stato regalato da un suo amico. Abbiamo concluso l’incontro tentando di suonare e cantare una canzone. Ci è piaciuto molto e nei giorni successivi abbiamo commentato le sue poesie in classe, che sono state poi lette alla giornata degli alberi.

Il secondo incontro si è svolto il 22/11/18. Abbiamo capito quanto sia faticoso comunicare senza parlare e siamo usciti nel nostro orto  per fare foto alle piante, al panorama o alla nostra area relax dove possiamo studiare in mezzo agli alberi e la bellissima natura che la circonda. In seguito abbiamo scritto un pensiero o una didascalia con alcuni hashtag  riguardanti la foto scattata (#) che stanno spopolando nel web, come, ad esempio, #autumn #ortodell’incontro, #foggy, #nature, #cocktage, #foglie ,#autunno, #like, #nebbia. Abbiamo concluso la giornata con una bellissima cioccolata calda offerta dalla professoressa di lettere. Ci auguriamo che il corso continui così com’è cominciato, in modo coinvolgente, interessante e affascinante.

Esplorando il territorio!

Noi ragazzi partecipiamo al modulo PON “Frammenti di paesaggio”: guidati dall’esperto Roberto Sartor e dalla tutor Antonietta Corbelli facciamo escursioni in tutta l’alta Valmarecchia. Durante il primo incontro Roberto ci ha mostrato illusioni, ultrasuoni che solo noi ragazzi possiamo percepire. Ci siamo poi diretti verso il Parco Begni proprio dietro la scuola. Lì abbiamo visto tanti alberi piantati e mantenuti dall’uomo. C’erano aceri campestri che servivano per sostenere le viti, vari alberi da frutto come ciliegio, pero, melo e tanti altri. L’esperto ci ha spiegato che per essere buoni cercatori di alberi bisogna farsi buone domande, abbiamo esplorato il boschetto vicino al parco Begni, abbiamo notato un’enorme differenza tra gli alberi.

 L’ uscita seguente ci siamo incamminati verso il Canaiolo, nel punto in cui si uniscono le sue acque a quelle del monte Paolacci. Siamo partiti dalla scuola a piedi percorrendo la vecchia strada uscendo ai Billi. Dopo un po’ di tempo abbiamo trovato un laghetto e lì abbiamo costruito con un foglio di carta quadrato un triangolo rettangolo posizionandolo in modo che il vertice più alto coincidesse con la punta dell’albero. Misurando la distanza con una cordicella metrica dal punto in cui eravamo posizionati sino all’albero, abbiamo ricavato l’altezza della pianta. Per calcolare il peso abbiamo misurato la circonferenza e moltiplicata per l’altezza e per un numero specifico. Dopo qualche km siamo arrivati al Canaiolo e ormai era sera, non ci hanno fatto accendere le torce, è stato bellissimo camminare al buio. Nell’antico paese di San Giovanni la professoressa ci ha raccontato una storia di streghe inquietante. Dopo aver percorso una stradina siamo sbucati a Villa Maindi e lì abbiamo acceso le torce. Percorrendo la vecchia strada siamo usciti a Pennabilli. E’ un progetto molto interessante, purtroppo ci sono ragazzi che sono indisciplinati e non adatti a questo tipo di attività. Bisognava stare sempre a urlare perché altrimenti andavano avanti da soli.

alberi

L’ALBERO

Definizione: un albero è una pianta legnosa perenne, capace di svilupparsi in altezza grazie ad un fusto legnoso, detto tronco, che di solito inizia a ramificarsi a qualche metro dal suolo. L’insieme dei rami e delle foglie determina la chioma che può avere forme diverse a seconda delle specie e delle condizioni ambientali.

L’ALBERO È ANCHE…

  • Albergo a cinque stelle
  • Per il picchio è una casa
  • Uno strumento musicale
  • Materiale da combustione
  • Materiale da costruzione
  • Per le formiche è una città
  • Per altri è un magazzino
  • Per alcuni è un nascondiglio
  • Per gli insetti è un grattacielo
  • Una nursery
  • Fertilizzante (anche se è morto)
  • Un postino: le radici sono una rete
  • Trattiene il terreno
  • Genera ossigeno
  • Una sala giochi
  • Divide
  • Unisce: corridoio ecologico
  • Un ombrello
  • Una farmacia
  • Un supermercato anche per l’uomo
  • Un luogo di culto (bosco sacro, albero della vita)
  • Modo di rappresentare il mondo: radice quadrata, diagramma ad albero, albero genealogico

Festa dell’albero

Il 21 novembre di ogni anno in tutto il mondo si celebra la Festa degli Alberi. Quest’anno anche i ragazzi del plesso di Pennabilli, dalla scuola dell’infanzia a quella secondaria di primo grado, hanno partecipato a questa importante manifestazione. La giornata ha avuto inizio nell’atrio della scuola elementare, dove sono stati accolti tutti gli alunni. In seguito bambini e ragazzi si sono recati nella sala polivalente, nella quale ogni classe ha presentato i propri lavori. I bambini dell’infanzia hanno letto poesie, mentre la scuola primaria ha parlato dell’origine di questa ricorrenza.

La prima Festa degli Alberi risale ai tempi moderni, precisamente al 1872 negli Stati Uniti, poi nel 1898 c’è stata la prima festa dell’albero in Italia, perciò sono 120 anni che è stata istituita e noi abbiamo dedicato dei pensieri e delle poesie a questa consolidata tradizione. Come simbolo, alla fine della manifestazione, abbiamo condiviso delle mele e la scuola ha donato un albero ai bambini dell’ infanzia. Questa mattinata ci ha fatto capire l’importanza del prendersi cura della natura. Quest’anno, infatti, il nostro istituto ha puntato molto al tema ambientale e al benessere del nostro territorio attraverso nuovi, formativi e interessanti progetti.


Radici

Un albero è la storia di tutti noi

io ne conosco uno speciale

dove sono scritti tutti i nomi

dei miei nonni, bisnonni, parenti,

il babbo, la mamma, anche io ci sono scritto

tutti i miei cugini,

anche le persone che non conosco

ma che hanno il mio cognome.

Si  trova in Polonia con la mia casa,

le mie origini, le mie radici.

Perché l’archivio è importante?

Lo studio della storia, insieme alla memoria delle generazioni viventi, alla percezione del presente e alla visione del futuro, contribuisce a formare la conoscenza storica dei cittadini e li motiva al senso di responsabilità nei confronti del patrimonio e dei beni comuni.
Per questa ragione siamo diventati protagonisti e creatori di conoscenza storica attraverso una diretta consultazione delle fonti. Tale indagine è risultata fondamentale per riconoscere l’importanza dell’origine delle informazioni, in quanto attualmente si hanno a disposizione una illimitata quantità di notizie, ma si fatica a valutarne l’autenticità e l’autorevolezza.

Grazie al supporto dell’esperta archivista Laura Giustozzi, siamo stati coinvolti in una ricerca in archivio e in biblioteca alla scoperta degli intrecci che legano passato e presente. Abbiamo, quindi, osservato la storia e la natura degli archivi dalle origini al digitale attraverso l’interpretazione di fonti storiche documentarie locali e la raccolta di memorie viventi. Siamo stati in visita più volte alla biblioteca e all’archivio diocesano, a quello comunale di Pennabilli, e al Piccolo Museo del Diario di Pieve Santo Stefano.

Archivio memoria: aperto!

Nell’ambito del progetto PON “All’ombra delle radici”, la nostra scuola ha organizzato vari corsi pomeridiani che hanno un preciso scopo: valorizzare e conservare l’ambiente che ci circonda.

Sia con l’impiego di nuove tecnologie, sia attraverso la consultazione di antichi documenti, esperti e docenti provano a mostrarci ciò che ci sta attorno con un altro occhio, un altro punto di vista, anche critico, che ci permetta però di dare il nostro contributo a favore del paese e della comunità. Io ho partecipato solo ad una di queste attività: “Archivio memoria: aperto!” condotto dall’esperta Laura Giustozzi e dalla tutor Martina Brizzi. Questo corso si tiene in orario pomeridiano e, noi ragazzi, possiamo pranzare insieme qui a scuola. Tutti i progetti sono specifici e hanno obiettivi e laboratori diversi. Questo è incentrato sulla storia del nostro paese. Siamo andati nell’Archivio Diocesano di Pennabilli e abbiamo potuto osservare documenti che risalgono al Settecento, antichissimi, alcuni ancora mai aperti. Mi ha emozionato tantissimo ritrovare libri e documenti così rari. Ci si può chiedere: “Perché conservarli?” Per rispondere a questa domanda basta pensare che al mondo non c’è qualcosa di identico a quel foglio, a quelle righe, è unico, e può servire non solo a scoprire il passato, ma anche per imparare ad apprezzare al meglio il presente.

Qualche settimana fa abbiamo partecipato ad una gita e siamo andati a Pieve Santo Stefano, a visitare l’ Archivio Diaristico Nazionale, all’ interno del quale sono contenuti migliaia di diari donati al museo. Spesso sono storie di gente comune che anche per caso, un giorno, inizia a scrivere, gente che pare condurre  una vita semplice e monotona, ma nella quale invece sono nascoste tantissime esperienze: drammatiche, gioiose, appassionanti, ma tutte egualmente affascinanti e particolari nel loro genere. La bellezza di questo museo è proprio il fatto che tutti possono averne l’accesso e decidere di mostrare e condividere la propria storia con gli altri.

Abbiamo visitato anche l’Archivio Storico Comunale di Pennabilli accolti da una guida d’eccezione: il professore Saul Fucili che ha interpretato lo storico pennese Zucchi Travagli: una vera e propria rappresentazione teatrale in archivio!

Tutto il progetto, finalizzato alla cura dei beni comuni, è un modo per farci stare insieme e trasmettere a noi giovani l’eredità culturale che ci appartiene, che dobbiamo tutelare e trasmettere alle future generazioni.  Non possiamo pensare di costruire il nostro presente senza conoscere il passato.

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Amico Albero

L’albero è come un amico d’infanzia che ti vede crescere forte e rigoglioso, donandoti vita e ossigeno, aiutandoti così nel tuo percorso di vita.

Ogni albero è diverso: come noi può essere alto, basso, robusto o esile. Anche lui ha delle radici che lo tengono ancorato al terreno proprio come le nostre gambe; ha un tronco a cui sono attaccate tutte le altre parti come nel nostro corpo; ha dei rami che sostengono le foglie come noi abbiamo le braccia che reggono le mani e infine ha una chioma di foglie che può essere di tanti colori e forme diverse come i nostri capelli.

In conclusione l’albero… siamo noi.

All’ombra delle radici

Questo anno scolastico è caratterizzato dal tema della valorizzazione della natura nella sua espressione più importante. La nostra scuola ha ottenuto, dopo un lungo lavoro di progettazione, l’accesso ai fondi PON relativi alla conservazione e tutela dei Beni Culturali. Saranno attivati nel corso dell’anno sei moduli di trenta ore ciascuno durante i quali noi ragazzi ci avventureremo nella scoperta del territorio e del paesaggio che ci circonda. Abbiamo inaugurato l’inizio delle attività invitando la Sovrintendenza dei Beni Culturali di Ravenna e il poeta Franco Arminio. Franco ci ha regalato la bellissima poesia riportata nella locandina che parla di sogni, sostenendo che ci sia spazio per quelli di ognuno di noi: i sogni non prendono spazio ma lo creano. In un’altra poesia Arminio scrive: “Ogni albero è un pensatore, uno storico locale. Sta fermo, esplora la terra dove è nato”. Ispirandoci a questi versi anche noi vogliamo ritrovare la perduta voce degli alberi. Loro conosco la nostra storia meglio di chiunque altro.

Allo stesso passo!

La natura ci regala tante emozioni, si dice infatti che la cura di ogni male sia fare una bella passeggiata all’ aperto e, a parer nostro, non c’e cosa più vera. Per questo abbiamo tentato un rapporto diretto con ciò che ci circonda non solo per quanto riguarda gli alberi, ma anche sull’ osservazione. Perché una piccola cosa che all’occhio umano puo’ apparire banale, guardata con occhi diversi diventa preziosa. Quindi seguiteci nelle nostre escursioni e mi raccomando: restate ALLO STESSO PASSO!

Il crocicchio delle Streghe

Come vedere le streghe? Beh… facile! Basta prendere un ramo di fico a forcella, appoggiarci il mento e queste non noteranno la tua presenza mentre tu potrai ammirarle ballare. Povero il ragazzo che ci credette davvero! Perché una notte, una notte speciale, la notte del 23 giugno, durante la Vigilia di San Giovanni Battista, un giovane fanciullo si recò al Crocicchio di San Giovanni nei pressi di Villa Maindi, deciso a vedere le streghe. Seguì tutte le istruzioni, ed eccole! Ma rimase sconvolto quando vide che tra le strane ballerine c’era persino la sua fidanzata. Con la ragazza morirono tante persone abbracciate da una terribile frana.

Questo evento si ispira a un fatto veramente accaduto, ovvero la distruzione totale della chiesa di San Giovanni. Era una chiesa nuova alla fine del seicento, ma già dagli inizi del settecento la Chiesa era totalmente scomparsa. Il motivo di questa disastrosa distruzione? Ancora oggi questo interrogativo tormenta tutti i cittadini e turisti che si recano al Crocicchio.